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Visualizzazione dei post da Giugno, 2015

Trucioli nel piatto dell'Expo - L'idea di Gualtiero Marchesi

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LOVEAT VI RACCONTA│ Dall'apparenza alla sostanza

«Sottil falda di legno sollevata dalla pialla, che fa riccio» così dice il dizionario, descrivendo il truciolo, tornato ora pasta grazie aduna vecchia trafila di bronzo di almeno cinquant’annieall’immaginazione di Gualtiero Marchesi. Il maestro si è ispirato all’amico Maurizio Riva, grande imprenditore del legno e ne ha affidata l’esecuzione a Carla Latini, ponendo alcune condizioni per realizzare il nuovo piatto. Il truciolo non è altro che una conchiglia incompiuta, una spirale aperta e se lo puoi anche gustare, si trasforma da residuo, da rifiuto, da ciò che togli in qualcos’altro: un’appetibile scultura che ricorda la corolla di un fiore o una rosa del deserto.
Marchesi progetta una cucina del minimo indispensabile o meglio della massima purezza, spostando sempre l’attenzione dall’apparenza alla sostanza delle cose, basti pensare a Carn’è pesce, al Raviolo aperto, alla Cotoletta del duemila o all’Insalata di spaghetti, caviale ed e…

Indovina chi viene a cena? Gatta ci cova.

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LOVEAT IN COMPAGNIA│ O di come si divertono insieme 4 golosoni...

L'idea è semplice, semplicissima, direi. E mi è venuta in mente mentre scrivevo un post su Loveat poco tempo fa... Siamo tre (anzi quattro) amanti del cibo, ci divertiamo a smanettare sul web, qualcuno ogni tanto ci legge e si lecca i baffi e magari pure si diverte. Ci siamo sentiti e risentiti, abbiamo sfogliato agende, incrociato date, tirato fuori nomi di locali e poi... e poi siamo andati una sera a cena a Gatta Ci Cova, appena fuori dalle mura di Lucca. Lo scopo era: conoscersi (bello!), mangiare (ovvio), bere (ovvissimo) e provare poi a fissare su carta le nostre impressioni e condividerle in un post unico sui nostri blog.
Lo sapete. La sottoscritta è assolutamente convinta che l'unione faccia la forza, quella vera. Loveat è un blog corale (propongo spesso a chi conosco "Scusa, ma mi scrivi qualcosa per Loveat?"), questo piccolo esperimento come potremmo allora definirlo? Una sorta di meta-blog? Un …

Oro, incenso e birra - Birreria Amaldi

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FUNA IL VIAGGIATORE ROMANTICOBirricordi...
Andare a Pastrengo (VR) per me è stato come entrare in un album di figurine: alle elementari, oltre a quello dei calciatori, facevo anche l’album della Storia dell’Indipendenza e una figurina doppia abbastanza rara era quella della carica di Pastrengo: Carabinieri a cavallo, tanta roba eroica, cavalli uomini sciabole fucili fumi di guerra. Quasi un videogioco. Fermo. Si muoveva la fantasia e tanto bastava. Oggi, millenni dopo, capito per lavoro in una zona industriale di Pastrengo, niente cavalli, di carabinieri solo una pantera, niente campi di battaglia, solo capannoni su capannoni, catrame e cemento, peggio della via Gluck.


Una flebile traccia in un errore (?) del navigatore che ci ha fatto arrivare ad un indirizzo omonimo sulle colline sopra, splendide, strada sterrata, casolari e viti a perdita d’occhio. Ma in certi posti non ce li fanno gli Istituti di Certificazione… Come coscritti ci riduciamo quindi all’indirizzo di cemento, in attesa d…

La Sila unica (ed autentica come il suo consorzio)!

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LOVEAT IN TRASFERTA│ Spizzicando la Calabria

Ci piacciono le commistioni, la creativa e bella con-fusione di culture e funzioni. E qualche giorno fa a Trieste abbiamo avuto occasione di sperimentarla in pieno. Un luogo, lo Studio 5, che era nello scorso secolo una tipografia. Dove si stampavano, dunque, storie, esattamente (o più o meno) come questa. Nel tempo, quando l'attività ha chiuso, si è trasformato nel punto di incontro di una associazione culturale, Gli amici di Alfredo, i cui soci hanno recuperato lo spazio dando al tutto una nuova destinazione: un piccolo atelier di sartoria.

Un fascino discreto e  dal sapore antico, che si è trasmesso dalle vecchie macchine per la stampa a quelle da cucire. Ma non solo. Procediamo nella catena delle fusioni. Trieste, dicevamo. Ti aspetti dunque di mangiar triestino. E invece no (o meglio... non solo).  Allo Studio 5 ci ritroviamo per una degustazione di cibo e vino tipici di una regione non esattamente dietro l'angolo: la Calabria. Per …

Il Grillo è Buoncantore. O delle belle sorprese lungo strada...

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LOVEAT IN VIAGGIOMangiando a Chiusi

Viaggiando, capita di fermarsi a mangiare un boccone, quando la strada è ancora lunga e l'appetito si fa sentire. E ciascuno lo fa dove meglio crede. C'è chi sbocconcella qualcosa di veloce in macchina, chi si ferma in autostrada e mangia quel che trova. Noi di Loveat, refrattari per nostra natura al mangiar veloce, invece, sfogliamo le guide (o, come in questo caso scriviamo al nostro Funa per "l'aiutino da casa") e decidiamo di fermarci dove qualcosa ci ispira. Di ritorno da Roma ci siamo imbattuti stavolta in una piacevole sorpresa.
Nella centrale piazza del Comune di Chiusi si trova il Ristorante Enoteca (come cita la targa qua sotto) Il Grillo è Buoncantore.

Ci accomodiamo all'aperto, dato che la temperatura è clemente e il solicello tiepido rende gradevole questa scelta. Il locale, all'interno, si svolge in realtà in verticale: pochi tavoli nella saletta d'ingresso, due ampie sale invece nella taverna (di grand…