Indovina chi viene a cena (al Manzo)?

INDOVINA CHI VIENE A CENA│ Fra poeti e versi greci e latini 

Metti che hai passato 5 anni intensissimi della tua vita in un posto (il Liceo Ginnasio N. Machiavelli in Lucca). E metti che una sera di tanti, tantissimi anni dopo ti ritrovi a 5 metri dal famigerato portone a chiacchierare del più e del meno (e di cibo e vino of course) con blogger, ormai amici, che condividono con te la stessa passione. E quel posto che conosci a memoria assume altri sensi e sapori e suggestioni. Quel posto che vi raccontiamo a tre (anzi 4, quasi 5) mani è l'Osteria del Manzo.
Assaggiatene qualche boccone da noi e andateci. E se sentirete qualcosa di magico nell'aria, be'... chiedetene spiegazione a Cicerone, Tacito e Ovidio che alle vostre spalle complottano nella famosa scuola cittadina da oltre due secoli.
Buon appetito con le parole dei "Posticini", di Riccardo, nonché le mie...


GIACOMO E VANESSA – TI CONSIGLIO UN POSTICINO

Spesso ci troviamo seduti al tavolo di alcuni ristoranti dove in pochissimi minuti riusciamo a capire il carattere ed i limiti della location o del menù. Altrettanto spesso rimaniamo affascinati per l’ardua ricerca nella carta e allo stesso tempo delusi per la malriuscita della preparazione: il classico caso del “vorrei ma non posso”. Non è certo questo il caso.


L’Osteria del Manzo è a tutti gli effetti un’osteria. La carta non propone piatti con nomi spaziali o accostamenti troppo azzardati, ma portate dall'”aria” classica ma rivisitati in chiave decisamente più moderna. Anche i prezzi sono in linea con lo spirito del locale: Antipasti a 8 €, Zuppe e Pasta a 10 €, Secondi con Contorno a 15 €. Bella l’idea di “categorizzare” i vini in base alla fascia di prezzo.


Si va da piatti semplici come le Acciughe fritte, la Caponata di Melanzane o gli Spaghetti alle Vongole (con zest di Lime) fino ai più “ricercati” Tartare di Baccalà, pistacchi e coulisse di ciliegie, la Ricciola, rosti di pesche, radicchio e semi di sesamo e il Sashimi di Manzo, cipolla caramellata e germogli. Tutto gustosissimo!
Insomma, un’ottima serata in ottima compagnia con un ottimo menù e due superlativi vini. Osteria del Manzo, vorrei… E POSSO!
La location estiva, nonostante l’umida e caldissima estate lucchese, è romantica e “ovattata” con i tavoli all’esterno del locale in Via Cesare Battisti in mezzo a candele e lumini. L’interno in classico stile “osteria”.



RICCARDO FRANCHINI - LUCCA FOOD WINE

Osteria del Manzo ristorante in nuova gestione. Siamo nel centro storico di Lucca un po’ spostati dalle vie e piazze principali ma a 100 passi da tutte le bellezze uniche di questa città. Stasera siamo 4 amici 4 degustatori lo siamo per gioia per passione per divertimento. Ore 20.45 la prenotazione.
Arrivati puntuali.
Siamo a luglio quindi ci attende la location esterna. Posizionata di fronte alla porta di ingresso è un piccolo angolo a parete racchiuso da piante ombrelloni ed illuminato da candele. Candele a muro candele in terra candele in tavola. I tavoli si baciano fra loro ma abbiamo comunque la nostra intimità. Davanti noi uomini panchine uomini biciclette.
Il menù è di semplice lettura e chiaro nei prezzi (8 € antipasti 10 € primi piatti 15 € seconde portate) ed è in continua evoluzione non possiamo innamorarci dei piatti degustati. Non li ritroveremo. Un quadromenù  di materie prime semplici e fresche ma con pennellate rialzate di originalità. Da scoprire.
La carta dei vini offre un attenta ricerca di vini con etichette esclusive ed è suddivisa in maniera originale in fasce di prezzo (da 15 da 20 o da 30 o più euro). Divertente.
Il proprietario con la collaborazione della ragazza di sala segue direttamente il commensale (che bello !) con passione voglia e intraprendenza invogliandolo ad assaggiare tutte le portate solo si potesse.


Il menù che troviamo stasera offre una quindicina di portate equilibratamente suddivise fra carne e pesce. Niente di scontato. Parecchie portate sono accompagnate da frutta.
La scelta ricade in una degustazione improntata di mare. Panzanelle spaghetti cozze polpo acciughe ricciola. Ci accompagneranno nel viaggio due bottiglie di bianco selezionate conosciute assaggiate e ricordate da Amelia. La commensale (amica) alla mia destra.
Intorno.
La clientela è di altre terre, Lucca è esplode di turismo dal colore bianco e spalle rosse.
Noi visi rossi. Prima bottiglia di vino finita guardando il menù. Mentre la luce si fa scura i piatti arrivano in tavola e fra un piatto a l'altro veniamo deliziati da assaggi extra dalla cucina ravioli ripieni di ossobuco e maialino con ananas. Particolari forti. Divini.


Tempi giusti. Si mangia si beve e si parla di brasiliane ubriache di prossime vacanze a Venezia di prossime vacanze ai Caraibi, ovviamente di chef e di vini.  Ovviamente di noi e dei sapori di questa sera calda di Luglio.
Dessert non manca mai e mai deve mancare nella vita. Pesca crema biscotto cucchiaino.
I tavoli intorno a noi hanno lasciato andare i gomiti. Anche i nostri gelosi se ne vogliano andare in materassi più comodi si alzano e ci accompagnano alla cassa.
Sono le 23.45. Buonanotte.


AMELIA DE FRANCESCO - LOVEAT-ITALY

Ognuno ha il suo amuleto, la sua fissazione, il piccolo peccatuccio originale a cui non sa opporsi. Per me irresistibili sono le acciughe, o alici o sardoni (alla triestina) che dir si voglia. In tutte le loro declinazioni (non ho ancora trovato una versione che non mi piaccia) purché freschissime. Al Manzo le ho gustate fritte. Una frittura classica, pulita, lineare, sfiziosissima come solo le fritture sanno esserlo: un tuffo nella farina, una, due voltate e via in padella... dal mare al piatto, passando attraverso i miei sogni proibiti e le fantasie marinare di generazioni. Un archetipo, un mito. Grazie acciuga di esistere e grazie Manzo (nella persona di Antonio, patron, e di Davide che le cucina e di Mary che le serve a tavola) di proporle in menu!


Ha accompagnato la serata, (la prima parte, dato che non è bastato a soddisfare le nostre gole arse) un Coda di Volpe - Vadiaperti 2014. Giovane, esuberante, in bocca sapido e rinfrescante, il perfetto abbinamento, a parer mio, con la fritturina di acciughe e con la caponata di melanzane che qualcuno aveva nel piatto. Un vino da bere e poi bere ancora. Finché non ne hai abbastanza. E poi ricominci. 





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