Franklin '33. A Lucca si beve - Parte prima

LOVEAT  ALL'APERITIVO│ Si girovaga in città
Non si pensi che a Lucca, città dalle cento chiese, dove tutti sono per bene ("ammodino", direbbe un lucchese doc) l'alcol sia bandito. O men che meno snobbato. Esiste invece piuttosto una serie di locali nel cuore del centro storico che ormai servono aperitivi (ma anche post cena, sia chiaro) degni della massima attenzione. E noi di Loveat, amanti del buon bere, li conosciamo e li giriamo tutti, come ci suggerisce l'estro del momento, a seconda di come ci va. Iniziamo quindi un piccolo "speciale" su questi luoghi, suggerendovi di provarli e riprovarli, di bere (responsabilmente) ed essere lieti e spensierati. 
Che lo si può fare almeno il tempo di un aperitivo...

FRANKLIN '33


Non amo parlare di me (una insolita blogger scontrosa...), ma in questo caso, nel caso di questo locale, non posso che cominciare con una brevissima nota biografica. 
Appassionata degli anni '20-'30 del secolo scorso, lettrice di saggi sulla storia di quel periodo, con una faccia anni '20 (vi prego, non ridacchiate da ora in poi quando mi incontrerete!) e un desiderio irrefrenabile di capello corto e copricapo con piuma e vestito con pailletes e voile; una fan sfegatata di quei tempi, in cui boss dall'aria seducente dettavano legge e bellissime ballerine di qualche ballo, sempre lo stesso, seducevano a loro volta i malcapitati boss, non posso che subire il fascino di un tale nome.
Quindi la prima, e banalissima domanda che ho fatto a Marco Macelloni e Tommaso Blandi è stata: "Perché Franklin '33?"
La risposta è altrettanto semplice e lineare: perché il buon Franklin Delano Roosevelt nazionale nel 1933, a dicembre per l'esattezza, decise di abolire il proibizionismo che gravava sui bicchieri degli statunitensi dal lontano 1919.


Ma quei giorni astemi e bui sono solo per fortuna un antico ricordo. Il tempo di prendere posto sullo sgabello al bancone a Marco, 33 anni (il numero torna ancora...), ha già tra le mani bottiglie bicchieri ghiaccio e sta preparando il mio primo cocktail: un Americano con Vermouth Martini Riserva 18.


Domando e bevo, bevo e domando (d'altra parte come fai a non assaggiare?) e Marco, un autentico estroverso, e menomale che qualcuno al pubblico e dietro un bancone ancora ci sa stare con il sorriso, mi racconta le sue precedenti esperienze come barman e di come lui e Tommaso, suo cliente in altri locali, abbiano deciso di aprire e a Lucca. Lo hanno fatto un giorno dello scorso autunno, il 3 ottobre 2014, in via San Giorgio, poco distante dalla centralissima via Fillungo. Per passione, per scommessa e perché puntano sul potenziale della nostra bella città. E noi gli auguriamo di vincerla questa scommessa.



Al Franklin si possono trovare, oltre alle creazioni estemporanee o da menu di Marco, anche vini al bicchiere (4 o 5 tipi a rotazione nel tempo) e birre artigianali. L'offerta delle bevute cambia un paio di volte all'anno mentre tra le cose da mangiare troneggiano ghiotti taglieri di salumi e formaggi. 


Ci piace di questo posto anche il concetto democratico (anche i ristoratori lavorano, così) che è alla base della natura stessa dell'aperitivo: come dice il nome, il cibo che accompagna questo rito è appunto un "prima della cena", non un pasto sostitutivo. In tal modo la serata prosegue liscia liscia nei ristoranti e tutti son contenti.


I cocktail che il nostro ospite preferisce preparare (e bere) sono il classicissimo intramontabile sciantoso Cocktail Martini, ma anche il nobile curativo Gin Tonic (sugli scaffali 75 tipi di gin per la gioia degli amanti del genere) e il Negroni, of course. Ma Marco sta sperimentando anche la produzione di sciroppi, esempio quello di mango e pepe rosa. E chi più ne ha più ne metta...


A seguire la sottoscritta ha fatto evaporare dal bicchiere un Americano Toscano, con un Vermouth della zona di Prato e ha assistito alla preparazione di un altro paio di squisitezze. Ma non ricordando proprio tutti tutti gli ingredienti e non essendo in alcun modo capace di indovinarli (ed essendo inoltre in quel momento, se ve la devo dire francamente, un tantino annebbiata dopo un'ora di bevute ininterrotte), be', vi invito a provare di persona. 
Basta puntare il dito su uno dei tanti nomi in lista o attaccare bottone col barman (ne sarà contento) e chiedere qualcosa su misura.


Saluto Marco non prima di avergli chiesto secondo la sua visione cosa davvero conti per far strada e farla bene, serenamente e meritatamente. Mi risponde che tecnica e e inventiva sono entrambe fondamentali, in percentuale del 50% ciascuna,  e che la pazienza lo studio e la dedizione per lui sono stati fondamentali. Ma lo è anche la capacità di fare show, aggiungiamo noi, il sorriso supercordiale e la parlantina che nessuna domanda teme.
E il ragazzo ha le carte in regola!




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