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Visualizzazione dei post da 2016

Di tapas in tapas - Tajut, ombre rosse... e bianche

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E chi l’ha detto che si spiluzzica e ci si bagna l’ugola solo in Spagna? Nessuno. Infatti oggi si va in Friuli, insieme diretti a una zingarata alpina in Veneto. Già, gli alpini…non c’è solo il raduno annuale, quello organizzato dei grandi numeri di persone e di litri, ci sono altre occasioni nell’anno, dei richiami della foresta, come dei fischi nel buio: si possono raccogliere o no, se ti va, se puoi, se decidi che può saltare il banco anche se non puoi e perché ti va. Il richiamo stavolta è una cena di bigoli con le sarde a Oderzo. I “richiamati” verranno da molti posti, ognuno con qualche provvista e qualche(!) bottiglia. Incontri alpini, meeting di eccessi e di bellezze. La bellezza di incontrarsi e di riattaccare con precisione chirurgica discorso anche dopo mesi o anni, di ricordare, parlare e di ascoltarsi, merce rara più delle etichette e dei cibi che circoleranno a vario titolo fra persone che spesso niente hanno in comune se non quella divisa e alcuni mesi della vita passat…

Un Vermouth agricolo per davvero

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Si chiama Santòn ed è il primo vermouth agricolo italiano, ossia interamente prodotto all'interno di un'azienda agricola. Nasce in Friuli da un'idea di Mauro e Alessandra Mauri di Borgo San Daniele, a Cormons. Uscito quest'estate in anteprima (ormai lo trovate nei migliori bar e pub d'Italia), già spopola e alcuni chef di grido l'hanno scelto e inserito nel menù in abbinamento ad alcuni loro piatti.

Santòn, prodotto in 2mila bottiglie, è un vermouth bianco, ottenuto da uve di Malvasia istriana (solo vino bianco, dunque, come da tradizione) e arricchito con erbe officinali secondo una ricetta che risale al 1907. In questa formula si aggiungono per prime le spezie e le erbe secche, poi le erbe fresche, fra cui la genziana (in questo caso aumentata rispetto alle dosi indicate, per seguire il gusto dei suoi creatori che amavano regalare un sapore secco e deciso, scarsamente tendente al dolce).

Vermouth in tedesco vuol dire "assenzio" e non a caso: per quest…

Madrid: chi nasce quadrato non muore tondo

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FUNA IL VIAGGIATORE ROMANTICODi tapas in tapas

Stavolta giochiamo a googlemappare.  Sarò geometrico. Immaginate un quadrilatero con 3 lati e mezzo di mare e 1/2 di montagna. Ora zoomate al centro, equidistanti da ogni mare; una città al centro del centro del quadrato e isolate un quadro di lettere con alle spalle il museo del Prado e il Parco del Retiro. Lasciateli pure alle vostre spalle mentre vi dirigete più o meno a diritto verso la “piazza maggiore” della città, a pianta Rettangolare. Fatto?



Benvenuti nel Barrio de las Letras a Madrid! E fine delle forme squadrate. Sarà forse merito delle lettere, ma ogni angolo da ora si smusserà e il vostro umore migliorerà. Vediamo come.
C’è gente in giro perennemente affamata e assetata, sembra di cibo e birra e vino ma anche di compagnia: di persone sole ne vedrete assai poche. Se proprio siete sole-i andate in uno dei molti bar dove si consuma alla barra (non è la sorella del  bar, vuol dire al bancone) e consumerete accanto a sconosciuti amic…

Vie di Romans: alla ricerca del frutto

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LOVEAT BEVE PER VOI Tra le vigne dell'Isonzo



Ed ecco che nelle nostre passeggiate per vigne, ci ritroviamo a Mariano del Fiuli, a Vie di Romans, nella sottozona Rive Alte della Doc Isonzo. L'azienda, di cui cuore anima e mente è Gianfranco Gallo, può contare su 60 ettari vitati e produce 10 etichette, di cui la maggior parte vini bianchi.



Gianfranco è la terza generazione di una famiglia che dal 1820 vinifica nel cuore del Friuli agricolo. Come tutti si ritrova inizialmente a vendere vino sfuso, ma appena diplomato, nel 1978, comprende l'importanza commerciale di imbottigliare e di sviluppare tecniche che gli consentano assoluta qualità nella vinificazione in bianco. Siamo praticamente all'inizio del Friuli vinicolo.
Insieme a lui uno dei figli (gli altri due stanno ancora studiando) cura la parte enotecnica in azienda e ha girato il mondo, dalla Nuova Zelanda all'Argentina, per assaggiare cosa accade al Sauvignon ad altre latitudini.
Mentre scorriamo con lo sguardo l…

Lost in Colonnation

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LOVEAT IN MISSIONE Dovevamo pur mangiare... (o anche di come perdersi in mezzo alle cave di marmo, rischiare il crollo di nervi, ma poi ritrovare la pace interiore grazie a un etto di lardo IGP e molto altro)

“Ma stiamo andando giusti, per di qua?” chiedo ad A., fra il retorico e l’altamente dubbioso; siamo in macchina e stiamo affrontando una salita con una pendenza tale per cui fra un po’ ci troviamo direttamente in verticale, sembra di essere appena sbarcati sulla luna: ci circondano pietroni smisurati di un bianco accecante, la strada è polverosa e il cielo di un azzurro limpidissimo…
…ma io ho una fame mostruosa e in questo momento non sono molto incline ad apprezzare la poeticità del paesaggio. A. deve aver percepito una nota nevrotica, per cui si affretta a rassicurarmi che dobbiamo solo tornare indietro, prendere un’altra stradina sorprendentemente stretta, sempre in verticale, sulla destra e il pranzo dovrebbe avvicinarsi.
Eseguo e, curva dopo curva, ci troviamo in piazza Palest…

L'Emporio

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LOVEAT NORWAY Il Landhandleri, negozio d'altri tempi

Quasi sicuramente non avrete mai sentito parlare di Evanger ed è molto poco probabile che questo lembo di terra sperduta e dimenticata possa avere il piacere di fare la vostra conoscenza in futuro, ma se per caso vi trovaste nell’Hordaland norvegese non tornate alle vostre residenze abituali senza una breve sosta al Landhandleri di Evanger.


Questo piccolo villaggio, che si atteggia a città su Google Maps pur sapendo di non possederne il rango, si trova ad oltre 80 km da Bergen, che in Norvegia possono essere tantissimi da percorre quando la strada è per buon parte una single track road, con passing places in nude gallerie senza illuminazione. Ottanta chilometri di cartoline mozzafiato, tra abeti, betulle, fiordi e cascate a perdita d’occhio, senza la compagnia di pecore, stambecchi o renne. Non male per chi abitualmente mira solo una cascata d’acqua dolce su mentose setole igienizzanti, e l’arbre magic di ordinanza, ma tanta bell…

La fattoria Bauernhof Tchannen: un reality vero. Incredibile!

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FUNA IL VIAGGIATORE ROMANTICODormire sul fieno
Parva sed apta mihi... Quando faccio una citazione in latino mi gonfio di orgoglio per la mia cultura, ma poco dopo i rumori poco gradevoli di quanti mi conoscono come asino di razza dalla 4° B del liceo classico mi riportano alla realtà. Alla stessa maniera, non so se capita anche a voi, ma quando cerco una sistemazione su Booking.com almeno la prima ricerca la prendo come viene e quindi passo una decina di minuti a guardare a bocca aperta quotazioni di castelli immersi nel verde pure nel deserto del Kalahari, chalet con cuoco che cucina gamberoni alla crema a 3000 metri (una volta, decine di migliaia di anni fa lì probabilmente c’era il mare…) a soli €… O mammamia! Mi viene un singhiozzo lucchese e vado più in giù, ma poi non basta e devo usare il filtro per prezzo e allora, anche qui, torno alla realtà e la freccetta si posa sul filtro 0-50, alias “sei il solito pidocchio…”. Ecco che “parva sed apta mihi” suona più dignitoso.
Luglio 2015…

E che Riesling sia!

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LOVEAT DEGUSTAI Riesling della Germania secondo Pesce Briaco 

6 vini in degustazione. 7 settembre. Una tavola conviviale per 8 persone, ospitato in una sala raccolta, intima, dedicata a questo tipo di incontri. 1 intruso (colto in flagrante). Non sono i numeri della Cabala, ma di un'alchimia altrettanto speciale, quella che scaturisce dalla formula quasi magica (semplice, ma spesso ahinoi abusata) di vino+cibo+ospitalità di alto livello. La prima della lunga serie di degustazioni pensate a Pesce Briaco.


Pesce Briaco è il nuovissimo wine restaurant (ha inaugurato a fine giugno) che segue all'esperienza di anni della Locanda Vigna Ilaria. Lo staff è quello di sempre, con Andrea Maggi oste in sala, Maurizio Marsili, chef, ma si è arricchito di alcune nuove figure: Ezechiele, giovanissimo sommelier Ais, e Alessandro Lucchinelli, chef de cuisine, che si è fermato a Lucca dopo aver girato mezzo mondo.
L'ambiente è elegante, raffinato. Molto legno, colori da interni del nord Eur…

Si riparte!

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SCALDIAMO I MOTORI...
Eccoci di nuovo. Sì, certo, sono passati alcuni mesi, ma ci perdonerete.

Per alcuni di noi la vita è assai cambiata (nuovi lavori, esperienze, viaggi, incontri), qualche nuova faccia è arrivata a Loveat, altri sono andati, ma siamo ancora noi: un gruppo di amici golosi e appassionati.

Molte, moltissime sono le cose che abbiamo da raccontarvi e ci piace anticiparvi qualche assaggio:

Il Funa, il nostro viaggiatore romantico, vi porterà in un posto dove si dorme sul fieno, in un reality che è realtà. E quanto al cibo, poi...


Diano, invece, reduce da una vacanza al nord, ci accompagnerà in Norvegia



E io? Be'... di acqua sotto i ponti (e vino nel bicchiere e cibo nel piatto) ne è passata dall'inizio dell'anno. Intanto, per cominciare, vi racconterò di una degustazione di Riesling in una nuovissima location di Lucca (da tenere d'occhio)




Il resto lo scoprirete nei prossimi giorni.

Buona lettura!

Amelia









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