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Visualizzazione dei post da Maggio, 2017

Humphrey. O del mangiare a Bruxelles, di musica indie e tanto altro

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Bruxelles è città che ti sorprende. Nel senso che non è sciantosa come Parigi, non ti richiama con ammiccamenti fashion come Londra, non evoca, non suggerisce, non promette. Poi ci arrivi, una breve fuga nel weekend, e ti incolla con le spalle al muro, che non puoi che dire, fra te e te o magari anche ad alta voce (tanto nessuno ti capirà): "Cavolo! Ma come mai non c'ero mai venuta?".


Ma più che porti domande, ti viene voglia di girare fare guardare. E allora cominci con qualche museo di rito, per proseguire con le strade e gli ampi viali pieni di negozi assai trendy, i palazzi, reali o meno, ma non per questo meno belli; poi le birrerie: come non fermarsi a La Morte Subite o a Moeder Lambic? E fra un assaggio di birra, qualche cartoccio di frites, le moules che non possono mancare, il museo della cioccolata e le pralinerie il tempo vola.


Una cena fuori dai classici giri turistici a Au Repos de la Montagne, un po' bistro e un po' graziosa osteria, un pranzo assai d…

Vino e storia: la Tenuta di Ghizzano

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Ci troviamo a 40 minuti da Pisa e un'ora circa da Firenze, immersi in un paesaggio toscano esattamente come ve lo immaginereste, prati verdi, file di alberi che risalgono dolcemente il crinale dei colli e, naturalmente, vigneti. Una Toscana forse meno nota, quella della campagna pisana, non ancora invasa come le città poco distanti dalle folle, ma che attira un buon numero di turisti che la scelgono come destinazione per le proprie vacanze "verdi", nel relax più totale.



Sulla sommità di una di queste colline, a qualche centinaio di metri sul livello del mare, un borgo, che pare uscito da una cartolina, con viuzze strette, ripide, gente che si muove a piedi scordando l'automobile e in questo borgo, Ghizzano, dal 1370 la famiglia Venerosi Pesciolini ha posto la sua dimora.



Vino e storia (di luoghi e persone che li hanno abitati) si intrecciano alla Tenuta di Ghizzano e nel 1500, quando da qualche decennio soltanto i galeoni spagnoli andavano e venivano per le ricche Amer…

La fame e l'inglese

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Inghilterra, York 1977, Luglio. Come ogni autostoppistache si rispetti ho molta fame e pochi soldi. Per far aumentare i soldi cerco di spendere di meno, dormire in sacco a pelo per non pagare neanche un ostello, fermare le auto per muovermi senza pagare mezzi pubblici per viaggiare (l’etimologia della parola auto-stop NON è incerta) e mangiare poco per far durare quanto più possibile i famosi soldi. Questo, ahimé, non fa che aumentare la fame.
Preso in questo loop sto guardando da alcuni minuti una vetrina di un panettiere-grocery in una stradina ciottolata di York scegliendo mentalmente qualcosa da comprare. Sì, York, quella della cattedrale con le vetrate fantasmagoriche, le Five Sisters che sembrano tutti gli appunti di Galileo e John Forbes Nash jr di Beautiful mind messi insieme ma a colori, quelle cose che ti fanno sentire piccolo di fronte alle meraviglie e così limitato… dalla tua fame.


Scarto tutto il pane a cassetta per toast (non ho evidentemente la macchina per toast nello za…